Shunt epatico porto sistematico

Una delle più brutte a volte subtole e spesso letali patologie di razza è lo shunt epatico  portosistematico.

Viene inglobato da moltissimi anni nell’elenco delle patologie della razza yorkshire e di molti soggetti di taglia piccola ma non solo.

Ci sono molti trattati medici ed articoli che descrivono molto minuziosamente questa patologia, il mio obiettivo con questo articolo è quello di spiegare in modo più semplice possibile questa “bestia nera” ,come l’ho sempre definita personalmente

Lo shunt epatico portosistematico è una patologia congenita, comunque di origine genetica/ereditaria, che riguarda il fegato. E’ la malformazione di uno o più vasi sanguinei che collegano l’intestino col fegato .

In un animale sano il sangue proveniente dall’intestino passa attraverso il fegato, che funge da filtro, infatti il suo compito è quello di eliminare le scorie o tossine ( cataboliti) ripulendo il sangue . In un animale affetto da shunt epatico la vena cava che funge da collegamento ( shunt extraepatico ) presenta di fatto un “buco” quindi nel processo di transizione del sangue, dall’intestino al fegato , una gran quantità di sangue non depurato o non filtrato, va direttamente in circolo nell’organismo poiché raggiunge i vasi diretti al cuore e  sarà pompato in tutto il corpo e di conseguenza il soggetto avrà in modo costante e giornaliero una vera e propria sorta di avvelenamento .

Lo shunt può essere di 2 tipi :

Intraepatico

Extraepatico

Mono o multiplo

Solo tramite Tac si riesce a capire con quale tipo di shunt abbiamo a che fare e se e come si possa intervenire.

Nei casi più gravi, di solito i multipli o gli intraepatici,   hanno manifestazioni e sintomi molto evidenti sin dalla tenera età il cucciolo risulta molto sotto taglia, letargico ( a volte confuso con molto tranquillo … no un cucciolo sano deve essere attivo), inappetente ( il cucciolo rifiuta il cibo perché lo associa al malessere provato dal circolo di sangue non depurato) .

Lo Shunt risulta  letale se non riconosciuto e curato ( purtroppo solo l’intervento chirurgico, davvero molto costoso, con il quale verrà chiuso o legato il vaso sanguineo aperto, può risolvere a volte purtroppo solo parzialmente questa patologia.  La terapia farmatologica e l’alimentazione specifica sono solo dei palliatici in attesa di intervento e a lungo andare porteranno comunque ad una situazione di peggioramento)

I sintomi più comuni nei casi lievi e di conseguenza subdoli

Trattandosi di sintomi abbastanza comuni anche in altre patologie, per avere una diagnosi certa di shunt epatico si dovrà procedere con una serie di esami specifici quali i valori degli acidi biliari pre e post prandiali o acidi biliari urinari ancora più precisi e meno invasivi dei primi che, a seconda di quello che stabilirà il veterinario, potranno prevedere anche una tac con uno di mezzo di contrasto che toglierà ogni dubbio sulla diagnosi

Nell ‘avanzamento della patologia si possono avere

  • Segnali di letargia e/o disorientamento;
  • Cecità a volte ad intermittenza
  • Sangue nelle urine, calcoli vescicali, calcoli renali con la malattia in progressione
  • Convulsioni.

Le conseguenze di uno shunt non riconosciuto per tempo porteranno il soggetto colpito a problemi di encefalopatia epatica ovvero le scorie presenti nel sangue in circolo non depurato soprattutto l’ammonio recheranno dei danni celebrali spesso irreversibili portando lo stesso, dopo magari anni di sofferenza, al decesso.

Esistono comunque delle linee guida: ogni qualvolta un cane o un gatto presentano problemi epatici (malattie del fegato), è bene mantenere un basso livello di proteina nella dose giornaliera di mangime, perché l’ammoniaca andrebbe subito ad accumularsi nel sangue con conseguenze gravi anche dopo l’intervento verrà stilata una ferrea dieta specifica e in molti casi anche un integratore d lattulosio utile per ridurre l’assobimento dell’ammonio in attesa che il vaso sanguineo si stabilizzi, la certezza si avrà solo 6 mesi dopo l’intervento quando verrà rifatta la tac di controllo

Personalmente mi sono abbattuta in questa terribile malattia tanti anni fa il mio dolore e la mia sofferenza non erano nulla nei confronti della sua …. ricordo ancora oggi con immenso dolore i suoi occhi imploranti di aiuto …. ho studiato questa malattie in modo ossessivo per cercare in ogni modo di escluderla dai miei accoppiamenti, con tanti sacrifici studi e test ci sono riuscita …. cosìche la sua sofferenza non sia stata vana ma costruttiva per evitare ad altri il suo e il mio dolore

IL COMPITO DI UN ALLEVATORE DEGNO DI QUESTO NOME ( SE NO IO LI DEFINISCO ACCOPPIATORI) è QUELLO DI PREVENIRE TALE PATOLOGIE TESTANDO I RIPRODUTTORI I CASI SUBDOLI SI POSSONO RICONOSCRE SOLO TRAMITE ESAMI SPECIFICI.

La vita non è un gioco …..